Solferino

di L. Damiani

Se dalle rive del lago di Garda ci si sposta verso Sud, ci appare di fronte uno spettacolo di rara bellezza costituito da una formazione più o meno continua di basse colline, dell'altezza media di 100/150 metri, intervallate da avvallamenti, dove trovano posto piccoli specchi d'acqua. E' questo l'anfiteatro morenico del Garda, originato nel Quaternario, dal ghiacciaio Retico che nelle sue fasi di ritiro lasciò lungo i suoi bordi i detriti che nel corso dei millenni aveva asportato alle Alpi.
In questo verde scenario di dolci colline, coltivate a vite, qua e là interrotto dalle macchie azzurre delle torbiere, si erge la medievale rocca di Solferino, simbolo del Comune e punto nevralgico di parte della storia italiana, vi si combattè infatti la famosa Battaglia (24 giugno 1859) fra l'esercito austriaco e quello franco-sardo che concluse la seconda guerra d'indipendenza.

Cosa vedere
Piazza Castello è una delle piazze più belle, ariose e piene di luce dell'intera area gardesana. E’ questa l'area su cui si ergeva l'antico castello (sec. XI) poi fortificato e trasformato anche in residenza signorile dal marchese Orazio Gonzaga e quindi dal principe Cristierno. L'ingresso, sotto un arco, introduce nell'ampio spazio rettangolare delimitato dalle mura merlate, dalla chiesa di San Nicola e dall'accesso alla torre di guardia. Di grande effetto scenico è il basso muretto da cui lo sguardo si perde nella vasta verde pianura sottostante.
La chiesa parrocchiale di S. Nicola di Bari è stata costruita nel XVII secolo come chiesa palatina o cappella del palazzo-fortezza dei marchesi Gonzaga. All'interno alcune tele settecentesche che, fra cui la pala di S. Nicola, meritano attenzione unitamente al prezioso organo. L'arredo della chiesa è stato ulteriormente impreziosito dall'icona bizantina, raffigurante la discesa dello Spirito Santo, donata dal mecenate veronese "Beppe" Menegatti, marito del celebre soprano Maria Callas La rocca sorge sul punto più alto di questo territorio; è una poderosa torre quadrata alta 23 metri che nelle vicende gloriose del Risorgimento nazionale acquistò il nome di "Spia d'Italia". II monumento è ben conservato e meta continua di visitatori, anche perché nelle sue sale sono contenute memorie storiche di rilevante interesse. Nella sala al piano terra sono esposti i busti dei generali francesi Auger e Dien, gloriosamente caduti nella battaglia, armi e cimeli militari ed una interessante esposizione di documenti riguardanti la storia della rocca e quella del marchesato gonzaghesco solferinese. Al piano superiore, nella sala dei Sovrani, sono conservati ritratti di buona fattura di Vittorio Emanuele II e di Napoleone III. Salendo ancora si arriva all'ampia terrazza da cui si domina con lo sguardo lo splendido panorama circostante.
La chiesa Ossario di San Pietro in Vincoli, la più antica di Solferino, conserva, da sempre e con dignità, i resti mortali dei caduti di tutti e tre gli eserciti in guerra. Sono custoditi con religioso rispetto 1413 teschi e le ossa di 7.000 soldati morti in battaglia.
Il Museo Storico sorge grazie alla "Società di Solferino e San Martino", ai limiti del parco dell'Ossario; questo importante museo custodisce memorie e cimeli della battaglia, documenti e materiale iconografico, bene esposti in ordine cronologico nelle tre ampie sale interne. La sala centrale è interamente dedicata alla battaglia del 24 giugno 1859. Il complesso monumentale di San Martino, con la cappella Ossario, la torre e il museo, costituiscono parte essenziale di questo itinerario di memoria storica e di umana pietà. Percorsa la ripida discesa che dal complesso monumentale porta al paese, merita una sosta la seicentesca chiesa dell'immacolata (comunemente conosciuta come chiesa di S. Carlo) impreziosita da una serie di pregevoli altari di marmo e da un artistico gruppo ligneo del XVI secolo raffigurante la Madonna con il Bambino.




Articolo postato in data 28/06/2006 da L. Damiani

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