Palazzo Ducale

di itis.mn

Il Palazzo Ducale di Mantova è un insieme di edifici, realizzati tra l'inizio del Trecento e la metà del Seicento, periodo questo in cui declina la potenza del casato dei Gonzaga.
L'insieme è costituito da circa 500 stanze e copre una superficie di circa 34.000 metri quadrati.
Hanno contribuito alla realizzazione di questo complesso monumentale i più grandi artisti di ogni tempo, che i Gonzaga seppero richiamare al loro servizio per accrescere la magnificenza della loro reggia.
I nomi più significativi sono Bartolino da Novara, che progettò e diresse la costruzione del Castello di San Giorgio; Antonio Pisano, il noto Pisanello, che realizzò un celebre ciclo di affreschi che si ispira alla leggenda di Re Artù; Andrea Mantegna autore della celebre "Camera Picta" o "Camera degli Sposi"; Giulio Romano, celebre tanto per le sue pitture quanto per la progettazione scenografica delle sue realizzazioni architettoniche.
A questi si aggiungo decine di talenti i cui nomi sono forse meno noti ma le cui opere ancora permangono, come, ad esempio: il celebre "Giardino Pensile" di Pompeo Pedemonte, e, per restare in campo botanico, il "Giardino dei Semplici", realizzato dal religioso fra' Zenobio Bocchi, nel 1603, nel quale si coltivarono rare essenze da erboristeria.
Nello "Stato gonzaghesco", la cura della Reggia era affidata al "prefetto delle fabbriche".
Hanno retto questa carica, fra gli altri, il già citato Giulio Romano ed i celebri Giovan Battista Bertani e Antonio Maria Viani.
Il Palazzo del Capitano, fatto costruire dal Capitano de Popolo Guido Bonacolsi agli inizi del Trecento e la Magna Domus sono le parti più antiche del Palazzo.
Alla fine del Trecento, Bartolino da Novara, uno dei massimi progettisti di fortificazioni dell'epoca, progettò ed eresse il castello di San Giorgio.
Quasi un secolo più tardi, Luca Fancelli realizzò la Domus Nova.
Tutta l'ala denominata "Corte nuova" con gli appartamenti, detti "di Giulio Romano" e la "Rustica" sono opera di questo grande talento rinascimentale.
Al Prefetto delle fabbriche ducali Giovan Battista Bertani, si deve, oltre a lavori di ampliamento e di ristrutturazione, il progetto e la costruzione della chiesa di Santa Barbara, con funzione di "Basilica Palatina".
Tra Cinquecento e Seicento, Antonio Maria Viani, grande talento anche in pittura e nell'affresco, prestò la sua opera di architetto, realizzando l'appartamento di Vincenzo I, le sale delle Metamorfosi e la Loggia di Eleonora.
Paolo Pozzo curò i lavori di manutenzione e di ripristino durante la prima fase della dominazione austriaca.
A causa della vastità del complesso museale il sistema di visita è differenziato con le modalità seguenti: la visita libera, limitata ad alcune parti del Museo; la visita accompagnata con personale della Soprintendenza per i Beni Artistici e Storici, che ha i suoi uffici all'interno dell'edificio; la visita su prenotazione.




Articolo postato in data 30/06/2006 da itis.mn

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