Festival della Letteratura: 60mila presenze

di Valentina Ceccarelli

Festival della Letteratura: 100mila presenze

Con un afflusso di oltre 60 mila presenze si è rivelata ancora un successo la decima manifestazione del Festival della Letteratura che dal 6 al 10 settembre ha popolato come consuetudine le vie, le piazze, i luoghi storici, ma anche i giardini privati dell’ ex capitale dei Gonzaga. Una formula originale che ogni anno fa uscire la letteratura dalle statiche pagine del libro per avvicinare autori noti e non al pubblico in una suggestiva città d’arte, che in questi giorni si trasforma in una vera e propria cornice che racchiude un mondo sospeso, ma vivo, articolato in diversi percorsi tematici in cui ci si muove conversando con gli scrittori in assoluta libertà.
Seduto tra i tavoli di un caffè Paolo Polettini, uno dei membri del comitato d’organizzazione, spiega che l’idea di creare questo festival era partita nel 1996 dal suo gruppo di amici, desiderosi di realizzare concretamente una città creativa, lontana dalle artefatte mostre sui Gonzaga e dall’Accademia Virgiliana. Così dopo aver riscosso l’entusiasmo dell’ intera cittadina per il progetto, partirono per un paesino del Galles, dove si svolgeva il festival di letteratura di Hay on Way, famoso in tutto il mondo. Ed al ritorno eccoli pronti ad applicare questa formula anglosassone ad una delle città italiane più a misura d’uomo, dando vita all’ evento culturale di maggior respiro del panorama italiano.
Quattrocento quest’anno gli ospiti, tra stranieri ed italiani, suddivisi in 260 incontri che si sono sviluppati tra colazioni con l’autore, conferenze, reading, ma anche spettacoli teatrali, concerti e laboratori per bambini. Tra le presenze sono spiccate nomi di premi nobel come Dario Fo, Amartya Sen e Elie Wiesel, oltre alla fitta schiera di scrittori di fama internazionale come il franco marocchino Tashar Ben Jelloun, lo spagnolo Javier Cercas, la famosa scrittrice di detective stories P. D. James e Monica Ali, il cui Bricklane, tradotto in italiano con il titolo Sette mari, tredici fiumi, che narra la situazione difficile delle donne immigrate nel quartiere londinese, ha destato non poco scandalo nella tranquilla Gran Bretagna. “Casa nostra” è stata mirabilmente rappresentata, tra gli altri, da Alessandro Baricco, Erri De Luca, Pietro Grossi, Vincenzo Cerami e Bruno Arpaia. Da segnalare, inoltre, l’opportunità, per la prima volta evidenziata, di conoscere scrittori stranieri che utilizzano l’italiano come lingua di adozione come l’algerino Tahr Lamri, la somala Iciaba Scego e il senegalese Pop Kouma.
Un programma davvero denso, in cui non sono mancati momenti di toccante attualità come l’ incontro con il regista-scrittore israeliano Amos Gitai durante il quale ha tracciato un profilo storico della situazione medio orientale, collegandola con i drammi europei, sottolineando l’importanza del cinema e dell’ arte in generale, che di fronte a popoli che stanno scrivendo la propria storia contemporanea deve porsi come un veicolo in grado di raccontarli attraverso metafore, lontano, dunque, dalle crude emozioni che spopolano ai notiziari.
Come si vede, dunque, questa manifestazione non vuole essere un’irretita vetrina per scrittori ed editori, ma un alto momento di cultura e lettura che diviene uno spettacolo vivente tra cittadini cordiali che offrono i propri spazi , organizzatori e volontari con l’unico scopo di ri-creare per cinque giorni una città diversa, cosmopolita e accogliente.
 
Valentina Ceccarelli
Mantova 11 settembre 2006
 




Articolo postato in data 11/09/2006 da Valentina Ceccarelli

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