Jean Prouvè: La poetica dell'oggetto tecnico

di Estratto da mantova.com

Dal 18 febbraio al 22 aprile 2007, Palazzo Te ospita in anteprima nazionale la retrospettiva ad oggi più completa dell’opera di Jean Prouvé (Parigi, 1901 – Nancy, 1984).
L’esposizione dedicata al costruttore e designer francese – organizzata dal Vitra Design Museum, in collaborazione con il Deutsches Architektur Museum e il Design Museum Akihabara, e presentata a Mantova dal Centro Internazionale d’Arte e di Cultura di Palazzo Te con il sostegno del Comune di Mantova, Fondazione Banca Agricola Mantovana e Banca Agricola Mantovana e il patrocinio della Regione Lombardia - Culture, Identità e Autonomie della Lombardia e del Politecnico di Milano - Polo regionale di Mantova – illustra compiutamente la complessità di una figura professionale in grado di coniugare creatività, imprenditorialità ed etica del lavoro, legando l’artigianato all’industria e il design all’architettura.
Soprattutto negli ultimi anni il lavoro di Jean Prouvé si è imposto all’attenzione degli esperti e del pubblico. Le capacità specificatamente tecniche unite al senso estetico, le invenzioni nel campo dell’edilizia e degli elementi costruttivi e gli oggetti di arredo da lui disegnati nel segno della funzionalità, hanno infatti enormemente influenzato il modo di pensare la progettazione architettonica e di design del XX secolo.
Per la prima volta in Italia, dopo le tappe espositive a Weil am Rhein, Francoforte, Tokyo e altre città del Giappone, la mostra, realizzata con il sostegno degli sponsor tecnici MediaNet e Prima Services, propone un’importante rassegna dei lavori di Prouvé realizzati tra il 1924 e la metà degli anni ’70 del Novecento ed una suggestiva introduzione al suo metodo coerentemente formulato nell’analisi del “pensiero tecnico”.
Provenienti dalle collezioni del Vitra Design Museum, del Centre Pompidou e altre collezioni come quella della famiglia Prouvé e dei galleristi parigini Philippe Jousse e Patrick Seguin e concesse dagli Archivi Dipartimentali di Meurthe-et-Moselle di Nancy, sono esposte a Palazzo Te oltre cento opere:
cinquanta oggetti di design – tra cui sedie, poltrone, tavoli, scrivanie, banchi di scuola, letti e lampade –, elementi architettonici da lui ideati, numerosi modelli di architettura – tra questi il Padiglione per il centenario dell’alluminio a Parigi, Casa Tropicale a Niamey in Niger, Casa Prouvé a Nancy – e una selezione di disegni autografi. Di esclusivo interesse i prototipi, alcune parti della Casa smontabile 6 x 6 m di legno e acciaio e gli studi per il Padiglione d’esposizione Péchiney a Parigi. Il percorso scientifico è completato da alcuni importanti documenti cinematografici sui singoli progetti.
La carriera di Prouvè ha inizio nel 1916 come apprendista fabbro alla Ecole de Nancy, baluardo dell’Art Nouveau. Nel 1924 inaugura il primo atelier specializzandosi nel campo della lavorazione della lamiera sottile. Nel 1926 incontra Robert Mallet Stevens ed entra a far parte dell’esclusiva cerchia degli architetti d’avanguardia. Con Eugène Beaudouin e Marcel Lods, con i quali continuerà a lavorare nel corso della sua professione, progetta la sua prima grande opera, la Casa del Popolo, che viene realizzata a Clichy, nelle vicinanze di Parigi, tra il 1935 e il 1939. Nel 1930, in qualità di membro fondatore della “Union des artistes modernes”, Prouvé presenta alle esposizioni del gruppo i primi lavori di design. Realizzati in lamiera, gli oggetti d’arredo sono costruiti artigianalmente e, per le caratteristiche progettuali, anticipano le creazioni successive: oggetti tecnici per la produzione in serie dove la logica costruttiva diventa esperienza estetica.
Durante la Seconda Guerra Mondiale partecipa attivamente alla Resistenza Francese. In seguito alla liberazione viene eletto sindaco della città di Nancy per un breve periodo. Negli anni postbellici contribuisce alla ricostruzione del Paese progettando numerosi edifici e pezzi d’arredo. Già prima della Guerra, Prouvé ha ampliato i propri atelier con nuovi collaboratori e macchinari e, nel 1947, apre a Maxéville, nei pressi di Nancy, una vera e propria fabbrica. Gli “Atelier Jean Prouvé” propongono prodotti sempre innovativi, da quelli appositamente ideati per soddisfare le specifiche e differenziate richieste della clientela agli “elementi di facciata” e agli arredi prodotti in serie.
Negli stessi anni collabora con gli architetti Le Corbusier, Pierre Jeanneret e, successivamente, Georges Candilis, Alexis Josic e Shadrach Woods, Maurice Novarina e Oscar Niemeyer, di cui realizza i progetti partecipando alla qualità estetica dei loro edifici. Le porte, le finestre, gli elementi e i sistemi strutturali e gli arredi di Prouvé, molti dei quali sono stati brevettati, nascono dall’esperienza diretta al banco di lavoro: l’intuizione tecnica di Prouvè, sia nella produzione che nella fase di montaggio, si realizza, infatti, sfruttando il potenziale creativo dei materiali e della tecnica. Nel giugno del 1953 è costretto a lasciare la fabbrica a Maxéville.
Contestualmente, interrompe la produzione degli oggetti di design, fino a quel momento da lui ideati e fabbricati in totale autonomia. In seguito, l’ingegnere si occupa esclusivamente di progettazione di architetture, realizzando quattro straordinari progetti: nel 1954 costruisce la sua abitazione a Nancy, riutilizzando i materiali della fabbrica e realizza un gigantesco padiglione per il centenario dell’alluminio sulle rive della Senna a Parigi; nel 1956 esegue il prototipo di una casa prefabbricata per il programma sui senzatetto dell’Abbé Pierre, il fondatore di Emmaus; l’anno successivo realizza il maestoso posto di ristoro ad Evian sul Lago di Ginevra. Dal 1958 fino al 1971 Prouvé si dedica all’insegnamento presso il rinomato Conservatoire National des Arts et Métiers (CNAM) di Parigi: le sue eccelse lezioni influenzano un’intera generazione di giovani architetti.
Parte della cospicua serie di disegni preparati per le lezioni al CNAM - dove vengono illustrate le strutture costruttive, i diversi tipi di carpenteria, i processi produttivi manuali e meccanici e, più in generale, il suo pensiero nel contesto storico degli anni in cui opera - é in mostra a Palazzo Te, accompagnando il visitatore nel percorso di riscoperta dell’opera di uno tra i progettisti più innovativi del ventesimo secolo nel campo dell’architettura e del design. In occasione della mostra “Jean Prouvé. La Poetica dell'Oggetto Tecnico”, nei mesi di marzo e aprile 2007 si terranno a Palazzo Te alcune giornate di studio dedicate alla figura di Jean Prouvé. Interverranno alcuni tra i più importanti protagonisti dell'architettura contemporanea di fama nazionale e internazionale. Le conferenze sono organizzate e promosse dal Centro Internazionale d'Arte e di Cultura di Palazzo Te e dalla Facoltà di Architettura e Società del Politecnico di Milano - Polo di Mantova.
L’esposizione, curata dagli architetti svizzeri e storici dell’architettura Bruno Reichlin e Franz Graf con la collaborazione della storica dell’arte francese Catherine Coley e della figlia minore di Prouvé, Catherine, è documentata da un catalogo ampiamente illustrato, edito da Skira, che propone una panoramica esaustiva delle idee di Prouvè, dei mezzi di produzione, della collaborazione con architetti ed ingegneri, e ancora oggetti di design, edifici e sistemi costruttivi. Con i contributi di oltre quaranta autori e più di seicento illustrazioni unitamente ai testi dello stesso Prouvé, il volume, curato da Catherine Dumont d’Ayot e Bruno Reichlin, presenta la più esauriente rassegna, fino ad oggi realizzata, del lavoro di Jean Prouvé. Edizione in inglese con i saggi principali tradotti in italiano.

 




Articolo postato in data 19/03/2007 da Estratto da mantova.com

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